Si parla sempre di taglie quando si pensa ai tipi di seno. Prima, terza, seconda. Ma fare la differenza estetica, su un seno, è un fattore completamente diverso dal volume: la forma. Basta una ricerca veloce su Google per incappare in centinaia di classificazioni di ogni possibile ed immaginabile tipologia di seno esistente. I più ricorrenti? Tondo, a goccia, “sceso”, asimmetrico, divergente…  Abbiamo chiesto un parere ad un esperto, prima di sondare dove vanno i gusti (e le richieste al chirurgo).“Le mammelle hanno forma diversa per ogni donna: il seno è una caratteristica peculiare come il colore degli occhi, l’altezza, il taglio della bocca ecc. Proprio da queste differenze nasce il desiderio umano di classificare le varie forme. Non esiste comunque niente di scientifico su questo tipo di classificazioni estetiche, che a volte hanno anzi del goliardico. Qualcuno ha tentato anche di correlare la forma della mammella con la personalità, con risultati niente affatto scientifici”, spiega il chirurgo senologo Giorgio Baratelli, presidente della Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) di Como.

Una verità, però, c’è. In generale il seno si può dividere in due maxi tipologie: di anatomia normale (dalla coppa di champagne alla maxi taglia, la forma è sempre simmetrica e regolare) oppure di anatomia anormale, categoria che comprende “l’anisomastia, cioè le mammelle asimmetriche o diverse di volume, il seno tuberoso, cioè quello a forma allungata e tubulare, e tutti i diversi gradi del gergale “sagging breast”, cioè le mammelle ptosiche, risultato dei processi di “svuotamento” e “caduta” dovuti a svariate cause: peso delle mammelle, gravidanze e allattamento, l’età ma anche il fumo, che danneggia le fibre elastiche della cute, cioè il reggiseno naturale”, continua.

Tutto il resto? Questione di fantasia. E marketing. Le maison di intimo ci giocano intere campagne vendita: solo ultima Third Love, compagnia di lingerie che ha rilanciato i propri reggiseni su 7 tipologie di seno: tondo, “east west” (con i capezzoli divergenti), “side set” (più voluminoso all’esterno), “tear drop” (a goccia), “slender” (appiattite), asimmetriche e a campana (grosse e distanti).

“Posso affermare che un seno naturale perfetto è molto difficile. Ogni donna ha in mente il “seno ideale” con il quale confronta il suo. Dopodiché c’è chi si sente contenta e sicura solo se il proprio è abbastanza vicino a quel modello, altre che lo accettano per quello che è, con la consapevolezza che essere donna non è solo avere un bel seno e altre che si rivolgono al chirurgo per correggersi. Non dimentichiamo che il seno è un organo di “relazione”: quando una donna si presenta, la parte del corpo che è più esposta o più vicina all’altra persona è anatomicamente il seno, quindi l’autoaccettazione è un fattore fondamentale”, spiega il chirurgo Giorgio Baratelli.

La maxi tendenza europea? Per l’86% delle intervistate sotto i 40 anni dalla Cadogan Clinic di Londra la scelta cade sul seno a goccia, con un volume maggiore (il 55 % del totale) nell’area sotto il capezzolo. In sostanza, tondeggiante frontalmente, a goccia se visto di lato. Non troppo lontano dalla cosiddetta coppa di champagne, semplicemente più pieno.

“Questa la scelta che va per la maggiore in caso di ragazze giovani che vogliono aumentare il volume“, conferma Baratelli. “Dopo i 35/40, soprattutto sulle donne che da ragazze avevano un bel seno e che l’hanno visto modificarsi con gravidanze e allattamenti, la questione cambia: per recuperare la forma giovanile e correggere la ptosi, cioè il cosiddetto svuotamento, bisogna ricorrere invece alla mastopessi,intervento che ripristina i volumi nella parte alta”. Desiderio condiviso, quello dellaforma tondeggiante piena anche nella parte alta, preferito da ben il 76% delle donne over 40 in Europa.

Fonte: www.iodonna.it

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